C’è un momento, davanti a un fico, in cui la tentazione è fortissima: prendere le forbici e “metterlo in ordine” una volta per tutte. Rami ovunque, foglie che l’estate prima hanno fatto ombra, qualche ramo pendulo che sembra disordinato. E invece proprio lì si nasconde l’errore che, più di tutti, può spegnere la produzione di frutti per una o due stagioni.
L’errore che blocca davvero i fichi: tagliare troppo
L’errore numero uno nella potatura del fico è potare in modo drastico, accorciando o eliminando tanti rami insieme, soprattutto quelli laterali, corti, semi-orizzontali o penduli di 1-2 anni. Paradossale, vero? Perché sono proprio loro, quelli “che sembrano inutili”, a essere spesso i più generosi.
Quando li togli, il fico interpreta il messaggio così: “Ho perso chioma, devo ricostruire.” E quindi investe energie nella ricrescita vegetativa (tanti germogli vigorosi e verticali) invece che nella fruttificazione. Il risultato tipico è una pianta alta, fitta, ombrosa, con frutti pochi, spesso concentrati in alto, e con una pausa produttiva che può durare 1-2 anni.
Perché i rami semi-orizzontali sono i più produttivi
Immagina la chioma come una stanza: se apri le finestre entra luce e aria, se chiudi tutto ristagna umidità. I rami laterali e leggermente penduli funzionano proprio come “finestre” naturali.
Ecco perché valgono oro:
- favoriscono luce e arieggiamento nella chioma
- portano più facilmente gemme da frutto rispetto ai getti verticali super vigorosi
- mantengono la pianta più bassa e gestibile
- riducono il rischio di problemi legati a umidità e ombra, tipici delle chiome troppo chiuse (un concetto chiave in potatura)
Se li elimini tutti, ti rimangono soprattutto rami “a frusta”, dritti e potenti, bellissimi da vedere, ma spesso poco produttivi nel breve periodo.
Altri errori comuni (che sembrano innocui)
A volte non è un singolo taglio a rovinare il raccolto, ma una somma di piccole scelte.
1) Potatura eccessiva o sbilanciata
Rimuovere troppi rami in una volta sola riduce la capacità produttiva e spinge la pianta a fare solo vegetazione vigorosa. Succede spesso dopo una stagione in cui il fico “è esploso” e si vuole rimetterlo a misura.
2) Potare nel periodo sbagliato
Il fico perdona molto, ma su tempi e temperature è sensibile:
- in pieno inverno, i tagli importanti aumentano il rischio di danni da freddo e possono stimolare ricacci scomposti
- in estate calda, intervenire pesantemente può spostare energie su foglie e nuovi getti, a scapito dei frutti (compresi quelli delle ondate successive)
3) Non potare affatto
Lasciare un fico completamente a sé porta, col tempo, a un groviglio di rami, tanta ombra interna e una produzione meno costante. Non subito, ma gradualmente.
4) Cimature e capitozzature
Le cimature indiscriminate e le capitozzature sono spesso fatali per la produzione perché eliminano legno potenzialmente fruttifero e alterano la struttura della chioma, rendendola ancora più fitta e “verticale”.
Come potare bene, senza perdere frutti
L’idea guida è semplice: il fico va accompagnato, non “rasato”.
Periodo ideale
- fine inverno, durante il riposo vegetativo, ma prima della vera ripresa
- attrezzi puliti e affilati
- in zone umide o piovose, sui tagli medi può essere utile una protezione leggera (per esempio rame o propoli), per ridurre l’ingresso di problemi
Tecnica pratica (facile da ricordare)
- elimina rami secchi, rotti, malati
- sfoltisci solo quanto serve per far entrare luce e aria al centro
- conserva i rami corti e laterali di 1-2 anni, spesso sono i più fruttiferi
- limita i tagli grossi, meglio una correzione graduale in 2 stagioni che una “rivoluzione” in un giorno
I segnali che stai potando nel modo sbagliato
Se vuoi una cartina tornasole, eccola. Dopo una potatura errata vedi spesso:
- chioma molto verde, ma soprattutto alta e fitta
- tanti rami giovani verticali e pochi laterali ben distribuiti
- frutti rari, piccoli o concentrati in cima
- tagli che restano scuri o umidi a lungo (specie con clima bagnato)
La buona notizia è che il fico è resiliente: se smetti di “stressarlo” con potature drastiche e torni a favorire i rami giusti, la produzione riparte, spesso con frutti più grandi, una chioma più sana e meno problemi nel tempo.

