C’è un momento, davanti allo specchio, in cui ti chiedi se la pelle stia chiedendo “più pulizia” o “più gentilezza”. E spesso la risposta sta nel mezzo. È qui che entra in scena la famosa crema di bicarbonato, un rimedio fai-da-te che molti amano per quella sensazione immediata di pelle più liscia e “libera”, ma che va maneggiato con la stessa attenzione con cui useresti una spazzola su un tessuto delicato.
Perché il bicarbonato “sembra funzionare” (e cosa fa davvero)
Il bicarbonato di sodio è diventato popolare in skincare per tre motivi principali:
- Esfoliazione: i granuli possono aiutare a staccare cellule morte e opacità superficiale, rendendo l’incarnato più uniforme e luminoso.
- Azione purificante: su alcune pelli miste o grasse dà l’idea di “pulito profondo” perché aiuta a rimuovere sebo e impurità.
- Effetto antibatterico indiretto: non è un trattamento medico per l’acne, ma in certi casi la detersione più accurata può contribuire a ridurre la sensazione di pori “intasati”.
Il “segreto”, però, non è che sia miracoloso. Il segreto è il dosaggio e il contesto: quanto spesso, con cosa lo misceli, quanto tempo lo lasci, e soprattutto che tipo di pelle hai.
Il punto cruciale: pH e barriera cutanea
La pelle ha una naturale acidità protettiva (il famoso mantello idrolipidico). Il bicarbonato, invece, tende verso un pH più alto. Tradotto in modo semplice: può farti sentire la pelle pulitissima, ma se esageri rischi di indebolire la barriera cutanea, con effetti che arrivano dopo, secchezza, pizzicore, rossori, lucidità “di rimbalzo”.
Se vuoi capire il perché, è utile ricordare che il pH è un equilibrio, non un dettaglio, e che la pelle lavora come una coperta protettiva. Sollevarla troppo spesso la rende meno efficace.
A chi può piacere davvero (e a chi no)
In base all’esperienza di chi lo usa, la crema di bicarbonato tende a essere più gradita quando:
- la pelle è mista o grassa
- ci sono punti neri o pori visibili
- si cerca uno scrub rapido, non quotidiano
È invece più rischiosa se:
- hai pelle sensibile, reattiva o con couperose
- soffri di dermatite o irritazioni ricorrenti
- hai brufoli infiammati (sfregare può peggiorare)
In caso di dubbi, meglio chiedere a un dermatologo, soprattutto se la pelle “protesta” spesso.
Ricette fai-da-te: le più usate (con un approccio prudente)
L’idea non è “grattare”, ma fare un contatto breve e morbido, su pelle umida.
Versione base esfoliante
- 1 cucchiaino di bicarbonato
- acqua quanto basta per ottenere una pasta cremosa
Massaggia con movimenti piccoli e leggerissimi per 20-30 secondi, poi risciacqua.
Variante nutriente per pelli secche (più gentile)
- 1 cucchiaino di bicarbonato
- 1 cucchiaino di miele
- 1 cucchiaino di olio di cocco
- poche gocce d’acqua se serve
Qui lo scrub diventa più “scivoloso” e meno aggressivo.
Scrub miele-bicarbonato “classico”
- 1 cucchiaio bicarbonato
- 1 cucchiaio miele
- acqua quanto basta
Massaggia piano e risciacqua, poi applica un idratante semplice.
Come applicarla senza fare danni
Se vuoi provarla, tieni a mente queste regole pratiche:
- Frequenza: massimo 1 volta a settimana (2 solo se la pelle lo tollera davvero).
- Tempo di posa: breve, pochi minuti al massimo, spesso è meglio zero posa e solo massaggio leggero.
- Zone da evitare: contorno occhi, labbra, aree già arrossate.
- Dopo: sempre una crema idratante, per riportare comfort e protezione.
Una variante più delicata, per alcuni, è mescolare una puntina di bicarbonato alla propria crema, giusto per un micro-massaggio, senza eccedere.
Precauzioni: il test che ti salva la pelle
Prima di usarla sul viso, fai un test su una piccola zona (ad esempio mandibola o interno braccio) e aspetta 24 ore. Se compaiono bruciore, secchezza marcata o rossore persistente, lascia perdere.
Ricorda anche che “sentire tirare” non è un segnale di efficacia, spesso è il contrario.
Quindi qual è il vero segreto?
Il segreto della crema di bicarbonato non è che trasformi la pelle da un giorno all’altro. È che, usata con moderazione e intelligenza, può dare una piccola spinta a luminosità e levigatezza, specialmente su pelli robuste e non reattive. Ma se diventa un’abitudine frequente, rischia di fare più rumore che beneficio.
Se la consideri un trattamento occasionale, quasi come una “spolverata” di pulizia in più, e rispetti il tuo equilibrio di pH, allora può restare un trucco interessante nel tuo cassetto beauty, non il protagonista assoluto.




