Olio essenziale di origano: 5 benefici da conoscere

L’olio essenziale di origano racchiude sostanze aromatiche molto attive, in particolare carvacrolo e timolo, due composti fenolici conosciuti per la loro azione sul nostro organismo.

Perché è così apprezzato

L’olio essenziale di origano non è quello che si sparge sulla pizza: è una versione molto più concentrata. In pochissime gocce si ritrova una quantità davvero alta di componenti attivi. Allo stesso tempo, però, richiede attenzione nell’uso.

Una cosa è il profumo della pianta, tutt’altra è la concentrazione dell’olio essenziale, che va usato con le giuste dosi.

I 5 benefici più citati

1. Azione antimicrobica

In alcuni studi in vitro è stata osservata una certa attività nei confronti di diversi batteri, funghi e altri microrganismi, collegata soprattutto alla presenza di carvacrolo e timolo. Se ne parla di solito in relazione al supporto per la pelle, la bocca e il benessere delle vie respiratorie.

2. Effetto antiossidante

L’origano contiene in buona quantità composti fenolici, sostanze che tengono a bada lo stress ossidativo. In sostanza, questi antiossidanti arginano l’azione dei radicali liberi, associati all’invecchiamento cellulare e a vari stati infiammatori cronici.

3. Sostegno contro l’infiammazione

Alcuni studi hanno messo in luce una certa interazione con molecole legate ai meccanismi dell’infiammazione. Sulla pelle, messo puro, può dare irritazione.

4. Aiuto per la digestione

Tra gli usi tradizionali che tornano più spesso si trova il sostegno al benessere dell’intestino. Le sue proprietà carminative, cioè utili a contenere gas e gonfiore, si intrecciano con quelle antimicrobiche e antinfiammatorie. Per questo viene nominato quando si parla di digestione un po’ lenta, senso di pesantezza o piccoli squilibri della flora intestinale.

5. Benefici per le vie respiratorie

Nella tradizione viene spesso descritto come espettorante, cioè ritenuto utile a favorire l’eliminazione delle secrezioni. C’è chi lo usa nei suffumigi, chi preferisce la diffusione nell’ambiente.

Come accorgersene e usarlo con un po’ di cautela

Per capirci qualcosa in più:

  • presenza dell’etichetta con il nome botanico per esteso
  • specifica del metodo di estrazione utilizzato
  • indicazione di provenienza e numero di lotto
  • se riportata, percentuale di carvacrolo e timolo
  • avvertenze d’uso leggibili e comprensibili

Per l’applicazione sulla pelle, la regola di base rimane una: diluire sempre.

Quando un rimedio naturale è concentrato, il punto non è usarne tanto, ma usarlo con moderazione. Se lo si sceglie con attenzione e lo si inserisce nella routine di tutti i giorni, può essere utile per digestione e respiro, senza mettere da parte il parere di un professionista.

Redazione Fisiomedica 2000

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