Olio di oliva al supermercato: come riconoscere quello da evitare

Hai la mano sulla bottiglia in offerta, l’occhio che scorre su uno scaffale, etichette una dietro l’altra. Basta fermarsi un attimo su pochi particolari.

L’etichetta è il primo filtro

Il dettaglio che dice più cose, quasi sempre, è l’origine. Quando compaiono formule molto vaghe tipo miscela di oli comunitari, oli originari dell’Unione Europea o frasi poco chiare sulla provenienza.

Indicazioni del tipo:

  1. 100% italiano
  2. ottenuto da olive coltivate e molite in Italia
  3. DOP o IGP, se ci sono e se tornano con il resto dell’etichetta

Guarda la bottiglia, non solo il nome

Luce e calore avviano il processo di ossidazione dell’olio.

Per questo motivo conviene puntare su:

  1. vetro scuro
  2. lattina
  3. bottiglie tenute al riparo da luci forti o dirette

Le bottiglie trasparenti, se restano per settimane sotto neon o faretti, difendono il contenuto molto meno.

Date e informazioni da controllare davvero

In tanti guardano solo la scadenza, ma presa da sola racconta poco. Meglio cercare la data di raccolta o almeno la campagna olearia.

Fai attenzione a due cose:

  1. manca del tutto la data di raccolta
  2. termine minimo di conservazione molto lontano nel tempo, senza altre informazioni che aiutino a capirci qualcosa in più

Il prezzo troppo basso raramente è un vero affare

Se trovi un extravergine certificato che costa molto meno della media, ci si può domandare dove sia stata fatta economia: sulle olive? sulla raccolta? o magari su molitura, imbottigliamento e distribuzione.

Sotto un certo livello di prezzo, di solito attorno ai 9 o 10 euro al litro per prodotti dichiarati di buona qualità e con tracciabilità chiara, poi i numeri veri si spostano: cambiano con le offerte, le annate, il tipo di negozio o il formato della bottiglia.

Acidità, test e altri numeri

La [acidità]? No, niente link in giro. L’acidità libera, indicata in percentuale, è un dato tecnico: per legge l’extravergine deve stare sotto 0,8%. Detto così sembra chiaro.

Un olio può anche rientrare perfettamente nei limiti chimici. Per questo i panel test, applicati secondo i criteri riconosciuti a livello europeo e internazionale, continuano a essere un passaggio decisivo. In sostanza si controlla se compaiono difetti sensoriali e se il fruttato si sente davvero.

Come decidere al volo

Quando ti ritrovi al supermercato, fermati e fai questo controllo:

  1. guarda bene origine e tracciabilità
  2. vai su vetro scuro o lattina
  3. controlla campagna olearia o data di raccolta
  4. stai alla larga dai prezzi troppo bassi
  5. tieni d’occhio produttori o linee che nei test comparativi hanno mostrato una certa costanza qualitativa

Tra i nomi che tornano spesso nelle prove delle associazioni dei consumatori ci sono linee 100% italiane di marchi conosciuti e private label.

Basta fermarsi un attimo in più davanti allo scaffale. Un olio si riconosce soprattutto quando lo usi a crudo su pane, insalata o verdure.

Redazione Fisiomedica 2000

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