Sul bordo del lavandino restano più capelli del solito. Tra gli oli naturali, quello di ricino è uno dei primi che salta fuori, perché ha una composizione un po’ particolare e si usa in modo piuttosto immediato.
Perché proprio l’olio di ricino
Il suo punto di forza è soprattutto l’acido ricinoleico, che di solito costituisce circa il 75-90% di tutto l’olio. È un acido grasso poco comune negli oli vegetali e viene messo in relazione con un possibile aumento della prostaglandina E2, una sostanza che entra in gioco nei meccanismi che regolano il ciclo di vita del capello.
Le prove cliniche sulla ricrescita non sono ancora del tutto chiare, quindi ha più senso parlarne come di un supporto cosmetico.
I benefici più interessanti
Oltre a nutrire, l’olio di ricino viene spesso scelto anche per le sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antifungine.
C’è poi un altro lato della cosa. Un massaggio fatto bene muove meglio la microcircolazione nella zona, e parecchi professionisti parlano proprio di questa coppia, olio + massaggio, più che del semplice olio messo da solo. Soprattutto nei cambi di stagione, quando la caduta sembra accentuarsi, per molti questo gesto diventa una abitudine.
Come usarlo in modo semplice
Il modo più comodo è il bagno d’olio prima dello shampoo.
- Metti una piccola quantità di prodotto direttamente sulle radici.
- Massaggia con movimenti circolari per circa 5 minuti.
- Lascia in posa almeno 30 minuti.
- Risciacqua con uno shampoo delicato, se serve fai pure due lavaggi.
L’olio di ricino è piuttosto denso e corposo. Se ti sembra difficile da stendere, scaldane appena un pochino tra le mani.
- Una volta a settimana nei momenti in cui i capelli sono in difficoltà
- Circa una volta al mese quando serve mantenere i risultati
- sempre senza esagerare
Per i capelli ricci, che tendono a essere più secchi, può essere abbinato a un’idratazione con burro di karité o olio di cocco.
Altri oli naturali da tenere vicino
- Rosmarino, tra i più usati quando si vuole dare una spinta ai follicoli e alla microcircolazione; in certi studi, sul lungo periodo, è arrivato perfino a dare risultati simili al minoxidil
- Menta piperita, scelta spesso per mantenere il cuoio capelluto un po’ più pulito
- Lavanda, conosciuta soprattutto per l’effetto riequilibrante
- Jojoba o mandorle dolci, tornano utili soprattutto quando la questione riguarda il sebo in eccesso oppure una certa secchezza
- Carota, con il suo betacarotene e le vitamine, è una scelta piuttosto comune sui capelli ricci o un po’ sfibrati
Gli oli essenziali come rosmarino, menta e lavanda andrebbero di solito diluiti in un olio vettore.
Come scegliere davvero un buon prodotto
Dai un’occhiata a tre aspetti:
- INCI ridotto al minimo, con solo Ricinus Communis Seed Oil
- olio estratto a freddo
- flacone in vetro scuro
Se hai la cute delicata, prima di usarlo ovunque fai una prova su una piccola zona. Se la caduta è forte, improvvisa o ci sono prurito continuo e fastidio, contatta un dermatologo.
Un olio naturale può aiutare, soprattutto quando entra nella quotidianità: un po’ di massaggi, i lavaggi giusti, un’alimentazione che non sballa troppo gli equilibri. Il risultato concreto non è un cambiamento da un giorno all’altro, quanto piuttosto un cuoio capelluto che col tempo diventa più sano.




