Tunnel carpale: rimedi utili per alleviare il dolore quotidiano

Ti ritrovi sveglio nel cuore della notte, con la mano che formicola. La scuoti un po’, aspetti. Capita spesso a chi ha la sindrome del tunnel carpale, una condizione in cui il nervo mediano finisce “schiacciato” nella zona del polso. Quando lì dentro la pressione aumenta, arrivano dolore, intorpidimento, debolezza e sensazione di mano “spenta”, soprattutto durante la notte o dopo tanti movimenti sempre uguali.

Perché i sintomi peggiorano nella vita quotidiana

Stare al computer a lungo, usare il mouse, guidare per parecchio tempo, tenere il telefono in mano o fare lavori manuali tende a infiammare ancora di più la zona.

Quando la situazione è ancora agli inizi o non troppo avanzata, i rimedi conservativi possono offrire un sollievo reale. Non è detto che risolvano del tutto la causa.

I rimedi più utili, da cui partire

Tutore notturno

Di solito è la prima cosa a cui si pensa. Un tutore rigido tiene il polso più fermo e in posizione neutra mentre dormi. In realtà, sono tanti gli specialisti che lo propongono.

Per servire a qualcosa, deve:

  • bloccare il polso
  • tenere il polso più dritto possibile
  • usarlo in modo costante per qualche settimana

Caldo e freddo

Gli impacchi freddi sono indicati quando ci sono gonfiore e infiammazione. Di solito 10-15 minuti sono sufficienti, con qualcosa in mezzo tra ghiaccio e pelle. Il calore è indicato quando la mano è rigida o i muscoli dell’avambraccio sono contratti. Si può usare olio di ricino tiepido sulla zona.

Farmaci e integratori

Gli antinfiammatori, come l’ibuprofene, vanno usati solo per periodi brevi e sentire il medico, soprattutto se hai già altri disturbi o stai seguendo terapie. I corticosteroidi, invece, di solito li prende in considerazione il medico.

Anche gli integratori neurotrofici, ad esempio alcune vitamine del gruppo B, a volte vengono suggeriti per la salute del nervo. In certi percorsi terapeutici vengono usati come supporto.

Esercizi che possono fare la differenza

La ginnastica terapeutica, quando è fatta con attenzione e senza esagerare. In molti programmi di recupero compaiono spesso due esercizi piuttosto semplici:

  • Estensione del polso, 10 o 15 ripetizioni fatte con calma, senza slanci
  • Stretching del nervo mediano, tenendo la posizione tra 15 e 30 secondi

Qui entra in scena anche il neurogliding, una tecnica che si usa in fisioterapia o in terapia occupazionale per aiutare il nervo a scorrere meglio tra i tessuti. Far “scivolare” il nervo in modo più libero possibile, senza andare a irritarlo.

Molti terapisti notano che i risultati arrivano quando agli esercizi si affianca anche una correzione dei gesti ripetitivi.

Le abitudini da cambiare subito

  • se stai al computer, cerca di fermarti ogni tanto e fare piccole pause
  • non tenere il polso piegato per troppo tempo nella stessa posizione
  • quando fai movimenti ripetuti, prova a cambiare mano ogni tanto
  • stringi meno quando non è davvero necessario fare forza con la presa
  • dai un’occhiata a come sono sistemati tastiera, mouse e alla tua postura

Anche fisioterapia, massaggi drenanti, laser e ultrasuoni possono dare una mano se fatti in centri qualificati. La camomilla, invece, può aiutare a rilassarsi e a dormire meglio.

Quando è il momento di farsi valutare

Se il dolore comincia a farsi più intenso, se senti che la forza cala, se ti scivolano le cose dalle mani o il formicolio non dà tregua, è il caso di farsi vedere da un medico. Ortopedico, fisiatra o neurologo possono proporre esami come l’elettromiografia.

Quando i rimedi conservativi non sono più sufficienti, si può arrivare a valutare l’intervento chirurgico, sempre deciso caso per caso. Cogliere subito i segnali della mano nelle fasi iniziali lascia più margine per tenere a bada i sintomi.

Redazione Fisiomedica 2000

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