Ti giri nel letto, alzi la testa dal cuscino e per pochi secondi sembra che la stanza parta in tondo. Oppure resti in piedi, ma senti un’instabilità strana, come se il corpo non si fidasse più del pavimento. Quando succede, spesso si parla di vertigine posturale, ma dietro questo nome possono esserci situazioni diverse.
Due forme da distinguere
La più comune è la VPPB, cioè vertigine parossistica posizionale benigna. Compare in genere con movimenti precisi, come guardare in alto, piegarsi o girarsi a letto. La causa tipica è lo spostamento degli otoliti, piccoli cristalli di calcio dell’orecchio interno che finiscono nei canali semicircolari e alterano i segnali dell’equilibrio.
La PPPD, invece, è diversa. Non dà sempre una rotazione intensa e breve, ma una sensazione più persistente di sbandamento, testa leggera o instabilità, spesso dopo un evento acuto, come neurite vestibolare, emicrania vestibolare o una precedente VPPB. In pratica, il sistema dell’equilibrio resta “in allerta” più del necessario.
Sintomi da riconoscere
I segnali più frequenti sono:
- vertigine rotatoria
- instabilità posturale
- nausea e talvolta vomito
- sudorazione o tachicardia
- disagio quando si cambia posizione rapidamente
Nella VPPB gli episodi durano spesso pochi secondi o minuti. Nella PPPD il fastidio può trascinarsi per settimane o mesi, soprattutto in ambienti affollati, davanti agli schermi o quando si è molto tesi.
Come si previene davvero
Non esiste una prevenzione perfetta, ma alcune abitudini aiutano:
- evitare movimenti bruschi del capo
- curare la postura alla scrivania e con lo smartphone
- riprendere gradualmente l’attività dopo traumi, infezioni o lunghi periodi di immobilità
- fare esercizi di equilibrio se consigliati da medico o fisioterapista
Chi soffre di episodi ricorrenti tende spesso a muoversi meno per paura. Nella pratica, questo può peggiorare la sensibilità del sistema vestibolare.
Quali cure possono aiutare
Per la VPPB, le manovre di riposizionamento, come Epley o Semont, eseguite da uno specialista ORL o da un professionista esperto, sono spesso molto efficaci, con risultati favorevoli che in molti casi arrivano in una o due sedute, anche se la risposta può variare.
Per la PPPD si usano soprattutto:
- riabilitazione vestibolare
- terapia cognitivo comportamentale
- farmaci antivertigine solo per il controllo sintomatico, quando indicati
Se il problema sembra legato anche a cervicale, malocclusione o assetto posturale, possono essere utili valutazioni mirate con neurologo, otorino e fisioterapista.
Se la vertigine è nuova, intensa o associata a sintomi neurologici, serve una valutazione medica rapida per escludere cause più serie. Agire presto, in questi casi, fa davvero la differenza nella vita quotidiana.




