Le proprietà poco note delle giuggiole, un frutto antico da riscoprire

Al mercato autunnale capitano spesso in un cestino a parte, piccole, lucide, poi leggermente rugose quando maturano davvero. Le giuggiole sembrano frutti semplici, quasi dimenticati, eppure nascondono un profilo nutrizionale sorprendente. Chi le assaggia fresche scopre una polpa croccante, chi le preferisce essiccate trova invece uno snack più concentrato e dolce.

Perché stanno tornando interessanti

La Ziziphus jujuba, coltivata da secoli in Asia e presente anche in Italia, è apprezzata per il contenuto di vitamina C, vitamine del gruppo B e minerali come potassio, ferro, calcio, fosforo e manganese. In alcune analisi, la vitamina C risulta molto elevata, anche superiore a quella di frutti più noti, ma il valore può cambiare secondo varietà, maturazione e conservazione.

Non sono frutti “leggeri” in senso stretto, perché apportano circa 80 kcal per 100 grammi, con prevalenza di carboidrati, pochissimi grassi e una quota modesta di proteine. Proprio per questo molti appassionati le usano come spuntino energetico, soprattutto nella versione essiccata, ma senza esagerare.

Le proprietà meno conosciute

Oltre alle fibre, le giuggiole contengono flavonoidi, catechine e polifenoli, composti vegetali studiati per la loro azione antiossidante. Alcuni lavori di laboratorio suggeriscono effetti antinfiammatori, neuroprotettivi e di protezione dallo stress ossidativo a livello di fegato e reni. Sono dati interessanti, ma non equivalgono a prove terapeutiche definitive sull’uomo.

Le fibre possono favorire il transito intestinale e aiutare in caso di stitichezza lieve o gonfiore. Il buon contenuto di potassio le rende interessanti anche in un’alimentazione orientata al benessere cardiovascolare. Ci sono inoltre osservazioni preliminari su colesterolo LDL e sensibilità all’insulina, anche qui con evidenze umane ancora limitate.

Tradizione e uso pratico

Nella tradizione erboristica le giuggiole compaiono spesso in tisane e decotti per il loro effetto calmante, utile nei periodi di nervosismo o sonno irregolare. Non sostituiscono cure mediche, ma possono inserirsi bene in una routine serale leggera.

Per sceglierle bene:

  • fresche, meglio se sode e senza ammaccature
  • mature, con colore uniforme tendente al rosso bruno
  • essiccate, controllando che non siano eccessivamente zuccherate o trattate

Portarle in tavola è un modo semplice per variare la frutta di stagione con qualcosa di antico ma ancora attuale. Se le consideri per quello che sono, un alimento nutriente e non un rimedio miracoloso, le giuggiole possono diventare una piccola riscoperta utile nella dieta autunnale.

Redazione Fisiomedica 2000

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