Come si manifesta l’herpes zoster, il virus latente che si sveglia con lo stress

C’è un tipo di dolore che ti spiazza perché sembra “accendersi” dal nulla, come se la pelle avesse memoria. Prima è un bruciore, poi un pizzicore insistente, e a un certo punto ti rendi conto che non è una semplice irritazione: qualcosa, dentro i nervi, si è svegliato.

Il virus che resta in silenzio (per anni)

L’herpes zoster, chiamato anche fuoco di Sant’Antonio, nasce dalla riattivazione del virus varicella-zoster (VZV). Dopo la varicella, il virus non scompare davvero: rimane latente nei gangli nervosi, come un ospite che si mette in un angolo e aspetta il momento giusto.

Quel momento può arrivare con più facilità quando le difese calano, per esempio con l’età avanzata, dopo alcune malattie, con terapie che riducono l’immunità o, molto spesso, durante periodi di stress prolungato.

I primi segnali: quando la pelle “avverte” prima degli occhi

All’inizio può sembrare quasi banale, e proprio per questo è facile sottovalutarlo. La fase iniziale, detta prodromica, può durare da poche ore fino a circa una settimana.

I segnali tipici sono:

  • dolore bruciante o lancinante in una zona precisa
  • formicolio, prurito, sensazione di punture
  • ipersensibilità al tatto, anche un indumento può dare fastidio
  • talvolta malessere generale, febbricola, stanchezza, mal di testa

Una particolarità importante: quel dolore segue spesso il percorso di un nervo, cioè un dermatomero. E in rari casi può perfino esserci dolore senza che compaia poi l’eruzione cutanea (una situazione più difficile da riconoscere).

L’eruzione: il momento in cui tutto diventa “chiaro”

Dopo circa 1-5 giorni dai primi sintomi, la pelle inizia a mostrare il segno più riconoscibile.

Di solito succede così:

  1. compare un’area rossa e infiammata
  2. spuntano vescicole a grappolo, piene di liquido, simili a quelle della varicella
  3. le vescicole si rompono o si seccano
  4. si formano croste, con guarigione in genere entro 2-4 settimane

È comune che il dolore continui anche mentre le vescicole sono presenti. Anzi, molte persone raccontano che il bruciore è la parte più faticosa, più ancora dell’aspetto cutaneo.

Perché spesso è “da un lato solo” e dove compare

Una delle cose più caratteristiche è che l’herpes zoster tende a essere unilaterale, cioè su un solo lato del corpo. Il motivo è semplice: il virus si riattiva in un ganglio nervoso specifico e “scorre” lungo quel percorso, senza attraversare la linea mediana.

Le zone più frequenti sono:

  • torace e addome (la classica fascia dolorosa)
  • collo e spalla
  • viso

Quando coinvolge l’area intorno all’occhio si parla di herpes zoster oftalmico, e qui serve molta attenzione perché possono comparire dolore oculare, arrossamento, fotofobia e, nei casi più seri, rischi per la vista.

Complicanze: ciò che vale la pena prevenire

La complicanza più nota è la nevralgia post-erpetica, un dolore che può persistere anche dopo la guarigione della pelle. Non succede a tutti, ma è più probabile con l’età e quando il dolore iniziale è molto intenso.

Altre possibili complicanze includono:

  • infezioni batteriche della pelle (se le lesioni si sovrainfettano)
  • disturbi neurologici (più rari)
  • problemi oculari se l’area interessata è quella del viso

Stress: il “via libera” che il virus aspettava

Lo stress non è solo una sensazione mentale. Quando diventa costante, può influenzare il sistema immunitario, rendendo più facile al VZV riattivarsi. È come se il corpo, impegnato a reggere un carico continuo, abbassasse per un po’ la guardia.

Non significa che “lo stress da solo” causi sempre lo zoster, ma può essere un fattore scatenante credibile, soprattutto se si somma a stanchezza, sonno scarso o altri cali di difese.

Cosa fare (davvero) quando lo sospetti

Se compare quel mix di dolore localizzato e poi vescicole, la cosa più utile è contattare il medico il prima possibile. Le terapie funzionano meglio se avviate presto, e una valutazione rapida è particolarmente importante se:

  • l’eruzione è sul viso o vicino agli occhi
  • il dolore è molto forte
  • hai difese immunitarie ridotte

Per la prevenzione, esiste anche la possibilità della vaccinazione, da discutere con il medico in base a età e condizioni personali. In pratica, l’obiettivo è uno: non lasciare che quel virus “silenzioso” decida da solo quando farsi sentire.

Redazione Fisiomedica 2000

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