Capita all’improvviso: vai in bagno, guardi e quel colore giallo ti mette in allerta. È una di quelle cose che fanno partire subito la mente, “Ho mangiato qualcosa di strano o c’è altro?”. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, la spiegazione è molto concreta e ruota attorno a come l’intestino, i grassi e la bile stanno lavorando in quel momento.
Perché proprio gialla?
Il colore delle feci dipende soprattutto da bile, tempi di digestione e da quanto bene assorbiamo i nutrienti. Quando il transito intestinale accelera, il materiale resta meno tempo nell’intestino e la bile viene “trasformata” meno, quindi il colore può risultare più chiaro, spesso giallastro. Se in più ci sono grassi non assorbiti, l’aspetto può diventare lucido, schiumoso o particolarmente acquoso.
1) Transito intestinale accelerato
È una causa comunissima e, a volte, sorprendentemente banale. Se l’intestino “spinge” troppo in fretta, la digestione non completa i suoi passaggi.
Succede spesso con:
- gastroenteriti virali (la classica influenza intestinale)
- stress intenso e aumento del cortisolo
- cambi repentini di alimentazione, viaggi, ritmi sballati
In questi casi la diarrea può essere gialla perché la bile non ha tempo di scurirsi. Di solito si risolve in pochi giorni, a patto di curare idratazione e riposo intestinale.
2) Malassorbimento di grassi (feci “untuose”)
Quando vedi feci chiare, gialle, con odore forte e magari che “galleggiano” o lasciano tracce oleose, il pensiero va al malassorbimento dei grassi. Qui entra in gioco la steatorrea, cioè la presenza di grassi in eccesso nelle feci.
Le situazioni più tipiche includono:
- celiachia, dove i villi intestinali faticano ad assorbire
- morbo di Crohn e altre malattie infiammatorie intestinali
- periodi in cui l’intestino tenue è irritato o “in disordine” dopo infezioni o terapie
Il segnale chiave è l’aspetto: più che “solo diarrea”, sembra una diarrea grassa, schiumosa, persistente.
3) Infezioni gastrointestinali (batteri, virus, parassiti)
Le infezioni possono sia accelerare il transito sia alterare l’assorbimento. Qui rientrano:
- batteri come Salmonella o alcuni ceppi di E. coli
- virus responsabili di gastroenterite
- parassiti come Giardia lamblia, frequente dopo acqua o cibi contaminati, oppure in contesti di viaggio
Un indizio utile è la combinazione di sintomi: crampi, nausea, febbricola, e diarrea acquosa che cambia colore. Con Giardia, talvolta la diarrea gialla è associata a gonfiore e meteorismo molto marcati.
4) Fegato, bile e pancreas: quando gli “enzimi” non arrivano bene
La digestione dei grassi dipende dalla bile e dagli enzimi pancreatici. Se qualcosa riduce il flusso biliare o la disponibilità enzimatica, i grassi restano più “interi” e le feci tendono a diventare più chiare, giallastre.
Possibili quadri associati:
- problemi biliari (per esempio ostruzioni o colestasi)
- condizioni del fegato (come epatiti o cirrosi)
- pancreatite cronica o insufficienza pancreatica
Qui la diarrea gialla spesso non è un episodio isolato: può essere ricorrente, con perdita di peso, stanchezza e talvolta colorazione gialla della pelle (ittero).
5) Intolleranze, dieta e farmaci
A volte la spiegazione è nella routine quotidiana.
Tra i fattori frequenti:
- intolleranza al lattosio, con diarrea dopo latte o derivati
- pasti molto ricchi di grassi, che “mettono alla prova” l’assorbimento
- alimenti ricchi di carotenoidi (carote, patate dolci) o spezie come curcuma, che possono influenzare la tonalità
- antibiotici, che alterano il microbiota e accelerano l’intestino
- alcuni farmaci dimagranti o integratori che interferiscono con l’assorbimento dei grassi
Piccoli indizi per orientarsi
| Segnale che noti | Cosa può suggerire |
|---|---|
| Diarrea gialla e molto acquosa, durata breve | transito accelerato, gastroenterite |
| Aspetto grasso, schiumoso, odore forte | malassorbimento di grassi, bile o pancreas |
| Febbre, crampi intensi, malessere | infezione batterica o virale |
| Gonfiore marcato, diarrea persistente dopo viaggi | possibile Giardia |
Quando è il caso di sentire un medico
Se dura oltre 2 o 3 giorni, o se compaiono sangue nelle feci, febbre alta, dolore importante, segni di disidratazione, perdita di peso, o ittero, meglio approfondire. In bambini, anziani e persone fragili conviene muoversi prima, perché disidratarsi è più facile e alcune infezioni, come la giardiasi, possono richiedere terapia mirata.




