Ti è mai capitato di aprire il frigo, prendere una confezione di uova e pensare, senza alcuna certezza, “Saranno ancora buone?” È un dubbio minuscolo, ma capace di bloccare una frittata, una torta, perfino una semplice carbonara. La buona notizia è che esiste un metodo rapido, quasi infallibile, che puoi fare in due minuti con ciò che hai già in cucina.
La prova più semplice: il galleggiamento in acqua
La tecnica più diffusa è la prova del galleggiamento. Funziona perché il guscio è poroso e, col passare dei giorni, un po’ di aria entra lentamente, aumentando la camera d’aria interna e rendendo l’uovo meno denso. A un certo punto, quell’aria lo fa salire come una piccola boa.
Come si fa (davvero in 10 secondi)
- Riempi un bicchiere alto o una ciotola con acqua fredda.
- Immergi delicatamente l’uovo.
- Osserva la posizione.
Come interpretare il risultato
- Affonda e resta sdraiato sul fondo: uovo fresco.
- Affonda ma si mette in verticale, o resta a metà inclinato: uovo meno fresco, ma di solito ancora utilizzabile se lo cuoci bene.
- Galleggia: uovo da buttare.
Questa è la risposta che cercavi: se galleggia, non è un “forse”, è un segnale chiaro che la quantità d’aria è aumentata troppo.
La variante “da cucina scientifica”: acqua e sale
Se vuoi una versione ancora più netta, c’è la prova con acqua salata, utile quando l’acqua semplice ti sembra ambigua.
- Sciogli 120 g di sale in 1 litro d’acqua.
- Immergi l’uovo.
- Se tende a galleggiare, è vecchio.
Non è magia, è densità: l’acqua salata sostiene di più, quindi l’uovo “sospetto” viene smascherato con più facilità.
Aprilo e guarda: cosa dice tuorlo e albume
Quando hai fatto la prova in acqua e vuoi una conferma, c’è un controllo molto concreto: rompere l’uovo in un piatto e osservare.
Un uovo davvero fresco si riconosce così:
- Tuorlo alto, a cupola, ben centrato.
- Albume denso e viscoso, che resta raccolto e non si allarga troppo.
Un uovo vecchio, invece, tende a:
- Avere un tuorlo più piatto.
- Mostrare un albume liquido che “scappa” nel piatto.
È un test semplicissimo, e ti dà subito un’idea di quanto l’uovo reggerà in padella o in una preparazione delicata.
Il trucco della torcia: ovoscopia casalinga
Se ti piace l’idea di controllare senza rompere nulla, puoi fare una piccola “indagine” con una torcia, un metodo ispirato all’ovoscopia usata anche in ambito professionale.
Come fare
- Spegni le luci o vai in una stanza buia.
- Appoggia la torcia contro l’uovo (meglio vicino all’estremità più larga).
- Cerca la zona chiara: è la camera d’aria.
Indicazioni pratiche:
- Fino a 4 mm: uovo freschissimo.
- 4-6 mm: uovo fresco.
- Oltre 6 mm: meglio considerarlo non più buono.
Se vuoi approfondire il concetto di densità e galleggiamento, c’è un riferimento utile alla densità che spiega perché alcuni oggetti affondano e altri no.
Il test dell’orecchio: scuoti e ascolta
Sembra una cosa da nonna, e invece ha senso. Avvicina l’uovo all’orecchio e scuotilo piano:
- Se non senti nulla, di solito è fresco.
- Se senti un ticchettio o movimento interno, il contenuto si è più liquefatto, quindi l’uovo è vecchio.
Non è il test più preciso di tutti, ma è un buon “campanello” quando hai fretta.
Sicurezza e conservazione: le due regole che contano
Prima di qualsiasi prova, fai sempre questi controlli:
- Guscio integro: niente crepe, perdite o macchie sospette.
- Data di scadenza: sembra banale, ma ti evita molti rischi.
In generale, uova integre si possono conservare in frigorifero fino a circa 4 settimane (meglio nel loro contenitore, lontano da odori forti). E se un uovo risulta “a metà” nella prova in acqua, la regola pratica è: usalo cotto, non in preparazioni crude.
Alla fine, la tecnica perfetta è proprio quella più semplice: un bicchiere d’acqua, un gesto, e il dubbio sparisce. E la tua ricetta può ripartire senza paura.


