Hai appena finito di cenare, ti butti sul divano e, dopo qualche minuto, ecco lì: un bruciore dietro lo sterno, oppure quel sapore amaro che piano piano risale in bocca. Potrebbe essere reflusso gastroesofageo, un disturbo che compare quando quello che c’è nello stomaco torna su verso l’esofago.
Di solito dietro c’è un meccanismo ben definito.
Perché compare davvero
Al centro di tutto c’è lo sfintere esofageo inferiore, una specie di “valvola” muscolare che fa da confine tra esofago e stomaco. Quando si apre, il cibo può scendere e poi si richiude. Se invece non si chiude in modo adeguato, i succhi gastrici acidi – e a volte anche quelli biliari – possono risalire e andare a irritare la mucosa.
Ci sono anche situazioni:
- ernia iatale
- sovrappeso o obesità
- gravidanza
- stipsi
- aumento della pressione addominale
- fumo
- pasti molto abbondanti o ricchi di grassi
- tendenza a sdraiarsi subito dopo aver mangiato
Anche ansia e stress possono spingere verso abitudini come mangiare di corsa, saltare i soliti orari dei pasti o dormire male.
I sintomi che noti subito, e quelli che quasi non riconosci
Di solito i segnali sono due:
- pirosi retrosternale
- rigurgito acido
Tra i sintomi atipici rientrano, ad esempio:
- tosse secca
- raucedine
- mal di gola che torna spesso
- sensazione di nodo in gola
- eruttazioni frequenti
- nausea
- alitosi
- singhiozzo
- difficoltà a deglutire
- dolore al petto
Molte persone vanno dal medico per tosse che dura da settimane o voce roca, soprattutto al mattino.
Il reflusso può portare a esofagite, piccole ulcerazioni o a un restringimento dell’esofago, noto come stenosi.
Cosa si può fare per alleviarlo
Ci si concentra su stile di vita e alimentazione, come suggeriscono gli specialisti in gastroenterologia.
Abitudini che di solito danno una mano
- fare pasti più piccoli, ma un po’ più frequenti
- evitare cene molto abbondanti o troppo tardive
- non sdraiarsi nelle 2 o 3 ore dopo aver mangiato
- dormire con la testa del letto leggermente rialzata di circa 15 o 20 cm
- perdere qualche chilo, se è stato consigliato
- non indossare abiti troppo stretti in vita
- smettere di fumare
Cibi da tenere un po’ d’occhio
Non c’è un elenco uguale per tutti, però quelli che tornano più spesso sono:
- caffè
- alcol
- cioccolato
- menta
- fritti e cibi molto grassi
- pomodori
- agrumi
- piatti molto speziati
Per qualche giorno ci si può segnare su un quaderno cosa si mangia. A volte l’insieme di quantità, orario e il modo in cui si sta a tavola o subito dopo il pasto è più rilevante del singolo cibo.
Quando servono farmaci o controlli
Quando i disturbi tendono a tornare spesso, il medico può prendere in considerazione antiacidi, inibitori di pompa protonica o, in alcune situazioni particolari, anche procinetici. Gli inibitori di pompa protonica abbassano la quantità di acido prodotta dallo stomaco.
Conviene sentire il parere di un medico quando si notano:
- sintomi che continuano a lungo
- disfagia, cioè sensazione di fatica o blocco quando si deglutisce
- tosse persistente o raucedine
- dolore al torace
- dimagrimento senza spiegazione chiara
- episodi notturni ricorrenti
In queste situazioni può essere indicata la gastroscopia, che il gastroenterologo prescrive per escludere complicazioni.
Il punto di partenza è non dare per scontato il reflusso, perché non è “normale”. In molti casi cambia già mettendo mano a qualche abitudine di tutti i giorni. Se hai bruciore dopo certi pasti, magari la sera tardi o appena ti stendi, il tuo corpo indica in che direzione guardare.




