Succede più spesso di quanto si ammetta: si finisce di mangiare, magari a pranzo, e la prima cosa è allentare un bottone, perché la pancia tira, dà fastidio, a volte arrivano piccoli crampi o quella sensazione di gonfiore. Nella vita di tutti i giorni si sente parlare spesso di colite, anche se, dietro a questi segnali, le cause possono essere diverse tra loro: da una semplice maggiore sensibilità dell’intestino fino a situazioni che vale la pena far valutare da un medico.
I segnali che si sottovalutano più spesso
I sintomi più comuni non sono soltanto il classico mal di pancia. A volte si presentano a fasi:
- crampi nella parte bassa della pancia
- meteorismo, cioè troppo gas nell’intestino
- periodi di diarrea che si alternano a stitichezza
- sensazione di non svuotare mai del tutto l’intestino
- crampi alla pancia dopo aver mangiato
- pancia gonfia e tesa, soprattutto la sera
Nei disturbi intestinali funzionali non c’entrano solo i cibi in sé, ma pesano anche stress, orari dei pasti e la propria sensibilità personale, che cambia da persona a persona e persino da giornata a giornata.
Rimedi naturali
Quando i sintomi sono leggeri o compaiono ogni tanto, qualche rimedio naturale può aiutare l’intestino.
Tisane digestive e antispasmodiche
Camomilla, menta piperita e zenzero sono tra i rimedi più usati. La camomilla è nota per l’effetto calmante e per aiutare la digestione, la menta può dare sollievo agli spasmi, mentre lo zenzero sostiene il lavoro digestivo. Anche il finocchio aiuta a liberarsi dai gas.
C’è una parola che torna spesso quando si parla di digestione: carminativo. Si usa per indicare quelle sostanze che diminuiscono il gas nell’intestino.
Piante ricche di mucillagini
Malva, altea, piantaggine, liquirizia, semi di lino e psillio sono piante che contengono mucillagini, fibre vegetali che quando incontrano l’acqua tendono a gonfiarsi e a trasformarsi in una sorta di gel morbido.
I semi di lino lasciati a bagno in acqua per tutta la notte formano una specie di gel, una mucillagine. Anche lo psillio viene suggerito per aiutare a regolare l’alvo, ma è importante assumerlo con molta acqua.
Altri aiuti possibili
Aloe vera, carbone vegetale ed estratti di olmo rosso vengono spesso usati per gonfiore e fastidio intestinale. Il carbone vegetale non è indicato per tutti e può creare problemi con l’assorbimento di farmaci o integratori. Anche la melatonina viene usata quando stress e sonno sballato peggiorano la motilità intestinale.
Alimentazione, il vero banco di prova
L’alimentazione pesa parecchio. Il metodo che in pratica usano anche nutrizionisti e gastroenterologi è: cambiare una cosa per volta e segnarsi da qualche parte come vanno i sintomi.
Potrebbe essere utile:
- per un po’, limitare i cibi che tendono a far gonfiare la pancia
- fare attenzione a come si reagisce a lattosio, glutine, lieviti e soia
- aggiungere piano piano probiotici naturali come yogurt, kefir, crauti o kimchi
- preferire fibre che non danno fastidio, senza abbondare se l’intestino è già irritato
- mangiare con più calma e cercare di mantenere orari abbastanza regolari
Quando è meglio farsi controllare
Se compaiono sangue nelle feci, febbre, dimagrimento non voluto, dolore che sveglia la notte, anemia o disturbi che vanno avanti per settimane, è il caso di parlarne con il medico. Intestino irritabile, infiammazione e intolleranze non coincidono e non si affrontano allo stesso modo.
Ascoltare l’intestino vuol dire fare caso alle piccole cose di ogni giorno: come si comporta dopo che mangi, cosa succede quando sei sotto stress, come reagisce con il sonno e con certi cibi che tornano spesso.




