Problemi di insonnia? Prova una tisana a base di melissa

Ti è mai capitato di essere stanco, davvero stanco, eppure di restare lì a fissare il soffitto mentre la mente corre come se fosse pieno giorno? In quei momenti ho imparato che non serve “combattere” il sonno, spesso funziona meglio accompagnarlo. E una delle cose più semplici che ho trovato, quando l’insonnia nasce da tensione e iperattività mentale, è una tisana di melissa officinalis.

Perché la melissa può aiutare davvero

La melissa è una pianta con un profilo d’azione interessante: non è un sedativo “pesante”, ma un aiuto rilassante, calmante e neurosedativo delicato, pensato per riportare il sistema nervoso a un ritmo più umano.

In pratica, può essere utile soprattutto quando l’insonnia è “iniziale”, quella in cui ti infili a letto e il cervello decide di fare l’elenco di tutto quello che non hai risolto.

Tra i meccanismi più citati c’è l’interazione con il sistema del GABA, un neurotrasmettitore che, semplificando, aiuta a “frenare” l’eccitazione nervosa. È come se abbassasse il volume interno, quel brusio che impedisce di scivolare nel sonno.

Sonno più profondo, meno micro-risvegli

Oltre a favorire l’addormentamento, la melissa è spesso scelta perché migliora la qualità del sonno. Alcuni studi hanno osservato un aumento della componente più profonda e ristoratrice del riposo (la fase di sonno profondo), con un sonno più continuo e meno frammentato.

Il punto non è “crollare”, ma dormire meglio. E la differenza, al mattino, si sente: meno quella sensazione di aver dormito “a pezzi”.

Un aiuto anche se lo stomaco non collabora

C’è un dettaglio che spesso si sottovaluta: a volte l’insonnia non è solo nella testa. Pancia gonfia, nausea leggera, spasmi intestinali o tensioni muscolari possono tenerti sveglio anche senza ansia.

La melissa ha anche un’azione digestiva e antispasmodica, con un tocco antinfiammatorio lieve. Tradotto: se la sera ti senti “pesante” o contratto, può rendere più facile rilassarti nel corpo, e il sonno spesso segue.

Ingredienti

  • 1 tazza di acqua (circa 200 ml)
  • 1 cucchiaio raso di foglie essiccate di melissa (circa 5 g)

Metodo

  1. Porta l’acqua a ebollizione.
  2. Spegni il fuoco, aggiungi la melissa.
  3. Copri la tazza o il pentolino (questo passaggio conta, perché trattiene i composti aromatici).
  4. Lascia in infusione per 10 minuti.
  5. Filtra e bevi lentamente.

Quando berla (senza complicarti la vita)

Dipende da che tipo di serata stai vivendo:

  • Dopo cena, se vuoi un sostegno alla digestione e un rilassamento progressivo.
  • 30-60 minuti prima di coricarti, se l’obiettivo è facilitare l’addormentamento.
  • Anche di giorno, in periodi di stress, per ridurre l’accumulo di tensione che poi esplode la notte.

Alternative alla tisana: tintura, capsule, olio essenziale

Se preferisci forme diverse, esistono opzioni comuni:

  • Tintura madre: spesso 30-40 gocce la sera, poco prima di dormire.
  • Estratto secco: in capsule, in genere 1 capsula da 1 a 3 volte al giorno secondo prodotto e necessità.
  • Olio essenziale: 2 gocce in diffusione ambientale, oppure applicazione localizzata (ad esempio sulle tempie) solo se adatto all’uso e ben tollerato.

Cosa dice la ricerca (e cosa aspettarsi)

In piccoli studi clinici con estratti standardizzati, assunti la sera per alcune settimane, molte persone hanno riportato un miglioramento misurabile della gravità dell’insonnia. Detto questo, la risposta può variare: conta la qualità dell’estratto, la biodisponibilità dei composti (come l’acido rosmarinico) e, soprattutto, la causa dell’insonnia.

Se il problema è un continuo risveglio per dolore, apnee notturne o disturbi importanti dell’umore, la sola melissa potrebbe non bastare.

Attenzioni pratiche

La melissa è generalmente ben tollerata e non è associata a dipendenza come alcuni sonniferi, ma una regola vale sempre: se sei in gravidanza, stai allattando, assumi farmaci o vuoi usarla a lungo, parlane con il medico. E se l’insonnia persiste per settimane, considerala un segnale da ascoltare, non solo da zittire.

Redazione Fisiomedica 2000

Redazione Fisiomedica 2000

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