C’è un momento, spesso brevissimo, in cui il corpo “parla” in modo chiarissimo. Il problema è che lo fa con segnali che assomigliano a stanchezza, a un capogiro passeggero, a un mal di testa come tanti. Eppure, quando si tratta di ictus, quei minuti iniziali possono davvero fare la differenza tra recupero e conseguenze durature.
Perché il tempo conta più di tutto
L’ictus nasce dalla comparsa improvvisa di sintomi legati a un’interruzione dell’afflusso di sangue al cervello. In pratica, una parte del cervello resta senza ossigeno e nutrienti, e inizia a soffrire. Ecco perché riconoscere i segnali e agire subito è fondamentale: prima si interviene, più tessuto cerebrale si può salvare.
I 15 sintomi da non trascurare mai
Questi sono i segnali più tipici, quelli che meritano attenzione immediata anche se durano pochi minuti:
- Intorpidimento o debolezza improvvisa di viso, braccio o gamba, soprattutto da un solo lato.
- Asimmetria del viso (la classica bocca storta), evidente quando si sorride.
- Un braccio non si solleva o non resta su allo stesso livello dell’altro.
- Una gamba “cede”, si fatica a muoverla o a camminare come al solito.
- Formicolio o perdita di sensibilità su metà viso o metà corpo.
- Perdita di coordinazione, vertigini, sbandamento, fino a cadere a terra senza motivo.
- Difficoltà a parlare (parole impastate, frasi senza senso, voce strana).
- Difficoltà a comprendere ciò che dicono gli altri, come se “l’audio” fosse improvvisamente incomprensibile.
- Confusione improvvisa, disorientamento, difficoltà a “mettere in fila” i pensieri.
- Problemi improvvisi di memoria o attenzione, incapacità di concentrarsi su cose semplici.
- Vista ridotta o offuscata da uno o entrambi gli occhi, come un velo che cala.
- Visione doppia (diplopia), immagini sdoppiate anche guardando fisso.
- Perdita improvvisa della vista da un occhio (amaurosi), spesso descritta come una tenda che scende.
- Disturbi del campo visivo (per esempio non vedere la metà destra o sinistra di ciò che si guarda).
- Mal di testa fortissimo e improvviso, diverso dal solito, a volte definito “fulmineo”.
Occhi: i sintomi che ingannano
Un dettaglio sorprendente è che in una quota non piccola di casi l’ictus può presentarsi soprattutto con sintomi oculari. È facile scambiarli per un problema esclusivamente oftalmologico e aspettare. Se la vista cambia di colpo, se compare visione doppia o un buco nel campo visivo, è prudente ragionare come se fosse un’emergenza neurologica finché un medico non dimostra il contrario.
Se è un ictus emorragico, possono comparire altri segnali
Quando l’evento è di tipo emorragico, oltre ai sintomi sopra, possono accompagnarsi anche nausea e vomito, pressione arteriosa molto elevata e perfino perdita di coscienza (anche temporanea). Non sono “varianti”: sono campanelli d’allarme importanti.
Quando i sintomi spariscono: attenzione ai TIA
A volte i segnali compaiono, spaventano, e poi si risolvono completamente nel giro di minuti o ore. Non è “passata”: può essere un attacco ischemico transitorio (TIA), spesso il primo avviso di un ictus vero e proprio. In questo caso, la tentazione di archiviare tutto è forte, ma è proprio qui che bisogna essere lucidi.
Cosa fare subito, senza esitazioni
Se anche solo sospetti un ictus:
- Chiama immediatamente il 112.
- Non aspettare di “vedere se passa”.
- Evita di raggiungere il pronto soccorso con mezzi propri, perché ogni minuto perso può ridurre l’efficacia dei trattamenti.
- Se possibile, annota l’orario esatto in cui sono iniziati i sintomi, è un’informazione cruciale per i sanitari.
La regola pratica è semplice: se i sintomi sono improvvisi, insoliti e “a interruttore”, trattali come un’emergenza. Meglio una chiamata in più oggi che un rimpianto domani.




