A volte il corpo sembra parlare una lingua tutta sua: ti svegli già stanca, i muscoli “tirano” come dopo un allenamento che non hai fatto, e quel dolore non ha un punto preciso, si sposta, cambia faccia, ma non se ne va. È spesso così che molte persone iniziano a incontrare, senza saperlo, la fibromialgia.
Che cos’è davvero la fibromialgia
La fibromialgia è una sindrome cronica caratterizzata soprattutto da dolore muscolo-scheletrico diffuso, accompagnato da affaticamento e da una costellazione di sintomi che possono coinvolgere sonno, umore, intestino e capacità di concentrazione. Colpisce più frequentemente donne adulte, anche se può presentarsi in tutti i sessi e a diverse età.
Non è una malattia “immaginaria” né un semplice mal di schiena prolungato: è un quadro complesso in cui il sistema che dovrebbe modulare il dolore sembra diventare troppo reattivo, come se il volume fosse alzato oltre il necessario.
Cause: perché compare (e perché non c’è una sola risposta)
La domanda più comune è anche la più frustrante: “Da cosa dipende?”. Le cause esatte non sono note, e proprio questo rende la fibromialgia difficile da incasellare. L’ipotesi più accreditata è una combinazione di predisposizione individuale e fattori scatenanti.
La sensibilizzazione centrale, il “volume” del dolore
Un concetto chiave è la sensibilizzazione centrale: cervello e midollo spinale elaborano gli stimoli in modo alterato, con una soglia del dolore abbassata. In pratica, segnali che in altre persone sarebbero neutri o appena fastidiosi possono essere percepiti come dolorosi, e i segnali dolorosi possono risultare più intensi e persistenti. Questo rientra nell’idea di dolore “nociplastico”, cioè legato a una modulazione anomala del sistema nervoso più che a un danno tissutale evidente.
Trigger: quando tutto sembra iniziare “dopo”
Molte persone raccontano un “prima e dopo”, anche se non sempre è così chiaro. Tra i possibili trigger scatenanti rientrano:
- eventi traumatici o incidenti
- infezioni (ad esempio mononucleosi da Epstein-Barr o malattia di Lyme)
- stress psicologico prolungato
- lesioni fisiche o sforzi ripetuti
- disturbi del sonno (o periodi in cui il sonno è frammentato e non ristoratore)
È importante dirlo: in molti casi non si identifica un evento preciso. La fibromialgia può emergere gradualmente, quasi in punta di piedi.
Neurotrasmettitori e ormoni: il dietro le quinte
Un’altra ipotesi riguarda alterazioni di neurotrasmettitori e meccanismi ormonali coinvolti in dolore, sonno e stress. Questo potrebbe spiegare perché, oltre al dolore, compaiano spesso insonnia, ipersensibilità e sbalzi di energia.
Per approfondire il quadro generale, può essere utile leggere cosa si intende per dolore, perché nella fibromialgia cambia proprio il modo in cui viene percepito e regolato.
Sintomi: come si presenta, nella vita quotidiana
La fibromialgia non ha un solo volto. È più simile a un mosaico: alcuni tasselli sono quasi sempre presenti, altri compaiono a periodi.
Il sintomo cardine: dolore diffuso
Il dolore diffuso è tipicamente:
- sordo e costante, ma talvolta intermittente
- simmetrico, sopra e sotto la vita, su entrambi i lati del corpo
- percepito come bruciore, “infiammazione”, indolenzimento profondo
- talvolta migrante, come se cambiasse indirizzo durante la giornata
Molti descrivono una sensazione simile a “muscoli sempre contratti”, anche a riposo.
Stanchezza e sonno non ristoratore
Accanto al dolore, uno dei segnali più invalidanti è l’affaticamento cronico. Non è semplice sonnolenza: è quella fatica che resta anche dopo ore a letto. Spesso si associa a:
- insonnia o risvegli frequenti
- sonno non ristoratore
- calo di energia nelle ore centrali della giornata
“Fibro-fog”: quando la mente si appanna
Il cosiddetto fibro-fog è reale e spesso sottovalutato:
- difficoltà di concentrazione
- problemi di memoria a breve termine
- sensazione di lentezza mentale, come avere “cotone in testa”
Sintomi associati (che possono confondere)
Non è raro che si presentino anche:
- disturbi gastrointestinali (come colon irritabile)
- emicrania o cefalee ricorrenti
- ansia e depressione (che possono essere conseguenza, concausa o entrambe)
- rigidità muscolare, soprattutto al mattino
- ipersensibilità a stimoli tattili o termici (allodinia)
- formicolii, irritabilità, fastidi diffusi
In alcune persone si rilevano anche i cosiddetti tender points, aree in cui la pressione evoca dolore in modo particolarmente intenso.
Perché i sintomi vanno e vengono
Uno degli aspetti più spiazzanti è la variabilità: periodi “accettabili” alternati a riacutizzazioni. Spesso peggiorano con stress, scarso sonno o in presenza di altre condizioni (come apnea notturna o patologie reumatologiche). Il risultato, purtroppo, è un impatto significativo sulla qualità della vita, sul lavoro e sulle relazioni.
Capire la fibromialgia significa dare un nome a quel caos apparente: non risolve tutto, ma è spesso il primo passo per trovare strategie più mirate e sentirsi, finalmente, creduti.




